Fisioterapia Maniscalco

Idrokinesiterapia (presso struttura est. convenzionata)

Che cos’è l’idrokinesiterapia?

L’idrokinesiterapia è la riabilitazione in acqua effettuata sotto la costante presenza di un fisioterapista specializzato.

La riabilitazione in acqua è una metodica estremamente utile a un professionista della riabilitazione che voglia garantire un moderno e valido recupero funzionale.

Perché la riabilitazione in acqua?

Secondo il “principio di Archimede” un corpo immerso nell’acqua subisce una spinta verso l’alto pari al peso del volume del liquido spostato, facendo sì che quel corpo risulti tanto più leggero quanto è più immerso; ad esempio il peso del corpo umano immerso verticalmente nell’acqua, risulta apparentemente ridotto del 5% del peso reale quando è immerso fino ai polpacci, del 10% alle ginocchia, del 20% quando l’acqua giunge a coprire la coscia, del 50% all’ombelico, del 77% nell’immersione fino alle ascelle, del 93% al mento, ed anche del 97% in immersione totale.
Questo determina una maggiore facilità a muoversi nell’acqua, rispetto ad un ambiente normale, quando per esiti traumatici o dopo chirurgia ortopedica sarebbe impossibile o dannoso caricare il peso reale sui propri arti.

La “resistenza” in acqua è determinata da diversi parametri, tra i quali assume particolare importanza la velocità del corpo e quella del liquido in cui è immerso; quindi un corpo o un arto che si muove lentamente incontrerà una modesta resistenza (molto utile nelle fasi iniziali della riabilitazione); basterà aumentare la velocità per incrementare la resistenza e l’impegno muscolare. La resistenza può essere aumentata, secondo le necessità, ricorrendo a opportuni ausili quali: ciambelle, manubri, tavolette, guanti palmati, palette.

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La “pressione idrostatica” indotta dall’acqua esercita un benefico effetto compressivo sul sistema vascolare, normalizzando la funzione circolatoria e riducendo eventuali edemi distali, contribuendo dunque così a ridurre il gonfiore.

 

Bisogna saper nuotare?

Per potere eseguire gli esercizi riabilitativi non occorre essere dei nuotatori esperti. Nella vasca destinata alla riabilitazione il livello dell’acqua normalmente non supera i 120 cm e sono comunque presenti piccoli attrezzi per favorire il galleggiamento. Una buona acquaticità è comunque consigliabile.

Perchè funziona?

Con la riabilitazione in acqua è possibile sia ristabilire le migliori funzionalità articolari e muscolari dopo un intervento chirurgico che curare sintomatologie croniche come la lombalgia.

La riabilitazione in acqua è particolarmente efficace perché oltre a ridurre l’edema, permette nel caso di intervento chirurgico di:

  • poter iniziare a camminare e a caricare in maniera modesta e molto precoce;
  • di iniziare da subito la riabilitazione;
  • prevenire le complicanze dovute all’eccessiva immobilizzazione o alla poca mobilità dell’arto operato
  • ridurre pertanto i tempi del programma riabilitativo.

Con la terapia in acqua si registra un netto miglioramento del tono muscolare e dei movimenti articolari. Il paziente, se anziano, acquisisce in tal modo un maggiore controllo motorio che, migliorando l’equilibrio, allontana e previene il rischio di cadute e rallenta il declino funzionale legato all’invecchiamento. Svolge pertanto anche un’importante ruolo di prevenzione.
L’esercizio in acqua, è inoltre uno strumento molto efficace per completare i normali allenamenti degli atleti o come allenamento differenziato perché permette rispettivamente di evitare lesioni da sovraccarico e ridurre il carico sull’arto interessato.

Come si svolge?

Il programma riabilitativo viene impostato in seguito ad un’attenta valutazione dei bisogni del paziente e degli obiettivi prefissati.
In genere vengono svolte due o tre sedute settimanali per un periodo variabile in relazione alla problematica e alla disabilità individuale.
La riabilitazione in acqua consiste in delle mobilizzazioni dell’arto da parte del terapista sfruttando l’ambiente microgravitario e/o nel far svolgere al paziente vari esercizi con il corpo parzialmente immerso nell’acqua.

Dividendo tali esercizi in quattro grandi categorie possiamo parlare di esercitazioni mirate al miglioramento:

  • del tono muscolare (esercizi a catena cinetica aperta, eccentrici o concentrici);
  • della mobilità articolare e dell’equilibrio (esercizi di stretching, esercizi di mobilizzazione attiva/passiva, esercizi propriocettivi e di controllo del tronco);
  • del recupero degli schemi motori (deambulazione/corsa in sospensione, pedalata, slanci, balzi ecc.);
  • del recupero del gesto sportivo (esercizi a catena cinetica chiusa in acqua poco profonda, balzi, skip, affondi, spostamenti laterali ecc. fino alla riproduzione funzionale del gesto integrata da esercizi specifici).

Per aumentare la difficoltà dei movimenti, sarà sufficiente aumentarne l’ampiezza, la velocità oppure utilizzare un equipaggiamento che crei resistenza o degli ausili opportuni.

Quali sono le controindicazioni?

l’idrokinesiterapia è controindicata in soggetti che soffrono di diabete avanzato (probemi di sensibilità); cardiopatia ischemica (specie se la temperatura dell’acqua è troppo fredda), febbre; incontinenza; infezioni e micosi cutanee (problematiche dermatologiche), sinusiti e bronchiti forti.  Per tutti questi motivi a ogni paziente viene fatta una specifica scheda di valutazione prima di intraprendere un programma terapeutico in acqua.

Quando è indicata la riabilitazione in acqua ?

L’idrokinesiterapia è particolarmente indicata nei casi di:

  • distorsioni, lussazioni
  • esiti di fratture e di interventi chirurgici
  • patologie alla cuffia dei rotatori
  • artrosi
  • malattie reumatiche
  • tonificazione muscolare in preparazione all’intervento chirurgico
  • mal di schiena (lombalgia, sciatalgia, ernia ecc.)
  • disturbi della circolazione venosa

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