Fisioterapia Maniscalco

Distorsione di caviglia

Cenni di Anatomia

L’articolazione della caviglia è una “troclea” composta dall’estremo distale della tibia e del perone e dall’astragalo. Sul piano sagittale è dotata di un solo tipo di movimento, la flesso-estensione, anche se, in realtà, l’articolazione tibio-tarsica e il complesso articolare del retropiede (soprattuttl’articolazione sottoastragalica tra astragalo e calcagno) permettono di orientare la volta plantare in tutte le direzioni in modo da adattarla a tutti i tipi di terreno su cui deve appoggiare.

distorsione caviglia

Proprio a causa di questa sua conformazione anatomica essa viene frequentemente interessata da eventi traumatici acuti nel corso di molte discipline sportive e non; qualsiasi sollecitazione dinamica di tipo estremo, può determinare, una volta superati i meccanismi protettivi capsulo-legamentosi, la comparsa di un danno articolare o del sistema di contenzione. Il principale meccanismo traumatico causa di distorsione di caviglia prevede un movimento complesso definito supinazione (caratterizzato dall’adduzione, inversione dell’avampiede e inversione del tallone che assume una configurazione in varismo ed una lieve flessione plantare del piede) rispetto a quello in pronazione (abduzione, valgismo, pronazione) a causa di fattori di conformazione anatomica.

La diagnosi qualitativa della lesione, effettuata esclusivamente dallo specialista, deve mirare all’esatto riconoscimento delle strutture anatomiche lesionate, alla individuazione dell’entità del danno capsulo-legamentoso, alla previsione della stabilità futura della lesione nonché alla identificazione di eventuali patologie associate.

Un esame radiografico standard nelle due proiezioni ortogonali deve essere sempre eseguito in tutte le distorsioni di caviglia allo scopo di escludere la presenza di fratture.

L’ecografia, la Tc o la Risonanza magnetica sono esami di seconda istanza che verranno eseguiti solo se lo specialista lo riterrà opportuno.

TRATTAMENTO RIABILITATIVO

Schematicamente potremmo suddividere il trattamento riabilitativo post-distorsione in 3 fasi.

Fase 1 prevede:

  • controllo e diminuzione del dolore (ghiaccio e terapia farmacologica)
  • controllo e riduzione dell’edema (elevazione dell’arto inferiore, compressione, magnetoterapialaserterapia, tecarterapia)
  • protezione (utilizzo di ausili tipo CAM o Aircast, il tutore più noto è quest’ultimo.)
  • incremento dell’escursione articolare (mobilizzazione articolare passiva senza dolore, ovvero la kinesiterapia passiva)
  • prevenzione delle aderenze cicatriziali (mobilizzazione manuale dei tessuti molli, M.T.P, massaggio connettivale, ultrasuoni)

Fase 2 prevede:

  • diminuzione del dolore, riduzione dell’edema, recupero dell’escursione articolare (come fase 1)
  • incremento dell’attività muscolare nel distretto caviglia-piede e di tutto l’arto inferiore grazie a della kinesiterapia che da passiva diviene attivo-assistita e infine attiva (contrazioni isometriche, esercizi attivi contro resistenza manuale, esercizi in catena cinetica chiusa, esercizi su piani instabili, idrochinesiterapia).

distorsione caviglia2Fase 3:

  • recupero completo dell’articolarità e dell’elasticità dei tessuti molli (mobilizzazioni articolari, massaggio miofasciale, esercizi eccentrici anche con elastici tipo therabend)
  • rinforzo progressivo muscolare (come fase 2)distorsione caviglia3
  • miglioramento della resistenza muscolare (aumento numero di ripetizioni degli esercizi e diminuzione della resistenza)
  • corsa normale senza dolore (Tapis roulant a velocità progressive)
  • miglioramento del controllo neuromotorio (riabilitazione propriocettiva – esercizi di equilibrio su piani instabili)

 

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