Fisioterapia Maniscalco

Lesioni muscolari e tendinee

Il muscolo è un tessuto connettivo specializzato, responsabile dei movimenti. Formato da parti carnose e parti tendinee con le quali si inserisce sull’osso. I muscoli si differenziano in base alla forma, al numero di capi d’inserzione e di origine. In base alla loro funzione e a seconda del modo in cui interagiscono (agonisti, antagonisti).

Il muscolo si struttura in tre parti distinte: l’epimisio, il perimisio e l’endomisio. L’unità funzionale del muscolo è chiamata miofibrilla, ovvero sottili filamenti lunghi quanti una fibra muscolare costituiti da due proteine: miosina e actina. La contrazione avviene tramite lo scorrimento reciproco delle due proteine con conseguente accorciamento della fibra.

Eziopatogenesi delle lesioni muscolari

Le principali lesioni muscolari sono dovute ad un trauma diretto o indiretto. Il trauma diretto è dovuto ad una sollecitazione meccanica esterna, o contusione. Il trauma indiretto è causato principalmente da sollecitazione in trazione delle fibre muscolari.

Clinicamente la lesione si presenta con dolore vivo, impotenza funzionale, ecchimosi, gonfiore e tumefazione. Principalmente la diagnosi avviene tramite anamnesi accurata, esame palpatorio e esame strumentale quale ecografia.

La contrattura/elongazione è la forma più lieve di lesione muscolare, il danno coinvolge poche fibre, e si presenta quando il muscolo eccede i sui limiti di elasticità. Il danno è più fisiologico che anatomico, il dolore insorge a distanza di tempo e non è localizzabile in un punto preciso. Il muscolo si presenta più sensibile ma non vi è impotenza funzionale.

Lo stiramento coinvolge un elevato numero di fibre muscolari ed è provocato da un trauma di tipo indiretto. Generalmente il dolore è acuto e ben localizzato, presenta impotenza funzionale immediata accompagnata da ipertono muscolare ed ematoma – se superficiale.

Lo strappo è la forma più grave di lesione muscolare. Esso è caratterizzato da una interruzione anatomica del muscolo. In base alla gravità, lo strappo è suddiviso in lesione di primo, secondo o terzo grado. Clinicamente si presenta con dolore acuto violento, sempre accompagnato da stravaso ematico, impotenza funzionale, aumento del volume dell’arto, voluminoso ematoma palpabile ed interruzione del fascio muscolare.

Questo tipo di lesioni comportano molto spesso una serie di complicazioni che impediscono una completa guarigione. Talvolta si trovano formazioni fibrose nel punto di cicatrizzazione muscolare con conseguente perdita di elasticità e pericolo di lacerazioni recidivanti.
Sporadicamente la perdita di elasticità è accompagnata da una ossificazione del tessuto leso.

Il trattamento varia in base alla gravità della lesione. Nelle prime 24 ore dall’evento lesivo è sempre consigliabile seguire il protocollo R.I.C.E. (riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione). Consultare tempestivamente il medico specialista o il fisioterapista è necessario per evitare complicanze sopra descritte. La tempistica di guarigione varia dal tipo di lesione e dalla sua grandezza.
Il trattamento è mirato, inizialmente, nello smaltimento dell’edema e dell’ecchimosi, se presente, nella stimolazione metabolica del tessuto, per sveltire i tempi di recupero e nell’evitare la fibrotizzazione del tessuto cicatriziale. Quando la condizione della lesione lo permette è importante iniziare un lavoro di rinforzo selettivo del muscolo interessato, garantire con tecniche idonee il buon allineamento delle fibre muscolari e conseguentemente dopo controllo clinico la ripresa delle attività sportive.

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