Fisioterapia Maniscalco

Artrosi

Che cos’è l’artrosi?

L’artrosi è un’affezione degenerativa a carattere non infiammatorio che consiste inizialmente in alterazioni regressive della cartilagine articolare e, secondariamente, in modificazioni delle altre strutture che compongono l’articolazione (tessuto osseo, sinovia, capsula articolare).

Come si manifesta? Quali sono i sintomi?

Clinicamente l’artrosi si manifesta con dolore, limitazione funzionale e atteggiamenti viziosi; questi sintomi compaiono di norma dopo le iniziali alterazioni anatomo-patologiche della cartilagine.

Da cosa è dovuta?

Per l’insorgenza dell’artrosi risultano determinanti dei fattori generali e dei fattori locali.
Tra i fattori generali troviamo:

  • L’età
  • L’ereditarietà, cioè una certa predisposizione alle affezioni artro-reumatiche
  • Un’influenza ormonale, soprattutto degli estrogeni, che spiega il maggior interessamento del sesso femminile.
  • L’obesità (sovraccarico alle articolazioni)
  • L’ambiente (abitazione, clima, condizioni di lavoro)

I fattori locali sono rappresentati da un’alterata distribuzione delle sollecitazioni meccaniche sulla superficie articolare (es. per deviazione dei normali assi di carico come nel ginocchio valgo, ovvero che tende ad andare all’intero) e da alterazioni articolari prodotte da affezioni di natura traumatica.

Si distinguono due forme di artrosi:

  • l’artrosi idiopatica primaria, idiopatica perché a eziologia sconosciuta ma riferibile ai fattori generali visti prima e che in genere dipende dalla debolezza dei tessuti cartilaginei che rivestono le articolazioni.
  • l’artrosi secondaria, riferibile ai fattori locali come traumi o microtraumi, o che è sintomo secondario di un’altra malattia.

L’artrosi idiopatica primaria interessa maggiormente le anche, le ginocchia e il rachide, oltre le mani (noduli di Heberden e Bouchard), piedi (alluce valgo), oltre a caviglie, polsi, spalle (anche se quest’ultime rientrano più nell’artrosi secondaria post-traumatica)
L’artrosi secondaria può essere :

  • di natura post-traumatica
  • determinata da malattie congenite o acquisite (displasia congenita dell’anca, valgismo, asimmetria degli arti inferiori, malattie metaboliche)
  • determinata da altre affezioni ossee e articolari come l’artrite reumatoide, malattia di Paget
  • determinata da malattie endocrine come il diabete mellito.

Qual è l’evoluzione della malattia?

All’inizio della malattia si notano:

  • zone di erosione cartilaginea laddove è maggiore il sovraccarico
  • osteofiti marginali, ovvero dei “beccucci ossei” che si sono formati per ossificazione della cartilagine in corrispondenza del margine periferico delle superfici articolari.

Nelle fasi avanzate della malattia incomincia ad esserci una sofferenza del tessuto osseo che può esprimersi con una “osteosclerosi sub condrale” (addensamento del t. osseo nelle zone di maggior usura della cartilagine) o con delle cavità pseudo-cistiche chiamate “geodi” (piccole cavità presenti nelle zone osteosclerotiche, quindi presenti nelle zone di maggior carico funzionale che possono anche contenere un liquido).
La malattia può arrivare fino a comportare alterazioni della membrana sinoviale e della capsula articolare (es. ispessimento, edema) fino ad una completa deformazione dei capi articolari.

Che esami bisogna fare?

Per vedere se vi sono i segni dell’artrosi basta eseguire una semplice RX
In caso di artrosi nel quadro radiografico si nota:

  • un restringimento della rima articolare fino alla sua completa scomparsa (per usura della cartilagine)
  • osteofitosi a livello dei bordi delle superfici articolari
  • alterazioni della struttura ossea sub condrale con zone di osteosclerosi e cavità pseudo cistiche (geodi).

Quali sono le cure?

Dopo un’attenta visita ortopedica ed eventuale terapia farmacologica, spesso associata ad infiltrazioni di acido ialuronico, si eseguirà un ciclo di cure fisioterapiche aventi lo scopo di: ridurre il gonfiore, ridurre il dolore, migliorare la funzione cioè l’escursione articolare ed evitare l’aggravamento della sintomatologia e delle abilità quotidiane, specie nei soggetti anziani.

Le terapie più indicate sono pertanto:

•    Raggi infrarossi (preparazione al massaggio e alla kinesi)
•    Massoterapia
•    Kinesiterapia prima passiva, poi attivo assistita ed infine attiva
•    Tecarterapia
•    Laserterapia
•    Ultrasuoni
•    Magnetoterapia
•    Ionoforesi
•    Diadinamica
•    T.E.N.S
•    Elettrostimolazioni

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